La gestione delle terapie farmacologiche, soprattutto nei pazienti anziani e cronici, rappresenta una delle criticità più rilevanti per il nostro Servizio Sanitario Nazionale. La presenza di più farmaci, orari di assunzione differenti e confezioni diverse rende spesso complesso seguire correttamente le indicazioni terapeutiche.
Per molti anni il supporto quotidiano alla gestione dei farmaci si è basato su strumenti domestici come il portapillole settimanale preparato manualmente. Oggi, tuttavia, emerge sempre più chiaramente come questa soluzione, pur diffusa, non sia sempre in grado di garantire adeguati livelli di sicurezza, tracciabilità e controllo della terapia.
In questo scenario si inserisce un approccio più strutturato: il Sistema di Dosaggio Personalizzato (SDP), che prevede il deblistering dei farmaci e il loro riconfezionamento in dosi unitarie personalizzate (DUP) a supporto dell’aderenza terapeutica.
Non si tratta semplicemente di una diversa modalità di preparazione dei farmaci, ma di un modello organizzativo che consente alla farmacia di contribuire in modo attivo e strutturato alla gestione della terapia del paziente cronico.
Il vero costo della mancata aderenza terapeutica
L’aderenza terapeutica rappresenta un esito clinico fondamentale. Quando viene meno, le conseguenze non riguardano solo la salute del paziente, ma hanno un impatto anche sul sistema sanitario.
Secondo il progetto di ricerca ElderCare, la scarsa aderenza alle terapie croniche genera un impatto economico stimato in circa 2 miliardi di euro l’anno per il Servizio Sanitario Nazionale, dovuto principalmente a ricoveri evitabili, complicanze e accertamenti aggiuntivi.
Diversi studi evidenziano inoltre una criticità diffusa:
- circa il 40% dei pazienti cronici non segue correttamente la terapia prescritta
- la percentuale può superare il 60% nella popolazione anziana, soprattutto in presenza di politerapie
Questi dati evidenziano la necessità di passare da una gestione frammentata della terapia a una presa in carico più strutturata del paziente.
I limiti del portapillole manuale nella gestione della terapia
Il portapillole domestico, spesso preparato da caregiver o familiari, rappresenta una soluzione apparentemente pratica ma non priva di criticità, soprattutto nei contesti di politerapia.
Tra i principali limiti si possono evidenziare:
Gestione manuale e rischio di errori
La preparazione del portapillole richiede la manipolazione manuale dei farmaci e può generare errori nella suddivisione delle dosi o nella sequenza delle assunzioni.
Esposizione dei farmaci all’ambiente domestico
L’esposizione ad aria, luce e umidità può, in alcuni casi, influire sulla stabilità dei farmaci, soprattutto se conservati fuori dal blister originale.
Perdita di tracciabilità
L’estrazione dal blister originale comporta la perdita del collegamento diretto con informazioni importanti come lotto, scadenza e foglietto illustrativo, elementi utili per la sicurezza del paziente.
Questi aspetti evidenziano come la gestione manuale della terapia possa risultare limitata nei contesti di maggiore complessità terapeutica.
Il Servizio di Dosaggio Personalizzato
Il Dosaggio Personalizzato introduce una gestione più organizzata e professionale della terapia farmacologica.
All’interno di questo servizio, la farmacia organizza il deblistering dei farmaci dalla confezione originale e il successivo riconfezionamento in dosi unitarie personalizzate, ciascuna associata a uno specifico giorno e momento di assunzione.
Il paziente non deve più gestire confezioni multiple, ma riceve una terapia già organizzata, chiara e facilmente consultabile.
I benefici sono molteplici:
Riduzione del rischio di errori
Una preparazione strutturata della terapia facilita la corretta assunzione dei farmaci e riduce la possibilità di errori di somministrazione.
Supporto all’aderenza terapeutica
La terapia organizzata in modo chiaro aiuta pazienti e caregiver a seguire più facilmente le indicazioni terapeutiche.
Ottimizzazione delle risorse assistenziali
Nei contesti assistenziali, la preparazione centralizzata delle terapie può ridurre il tempo dedicato alla gestione manuale dei farmaci, permettendo al personale sanitario di concentrarsi maggiormente sull’assistenza diretta.
Integrazione digitale e monitoraggio
Il modello può essere supportato da strumenti digitali che migliorano la tracciabilità e favoriscono la comunicazione tra paziente, medico e farmacista.
Scopri gli strumenti che Progetto Aderenza fornisce alla Farmacia per il deblistering, superando i limiti della gestione manuale del portapillole.
Chiarezza normativa e ruolo della farmacia
Un recente pronunciamento del Consiglio di Stato ha confermato la legittimità dell’implementazione del modello SDP in farmacia.
Il riconfezionamento dei farmaci, fase operativa del servizio nota come deblistering, è stato ricondotto all’ambito della preparazione galenica e deve essere effettuato nel rispetto delle Norme di Buona Preparazione della Farmacopea Ufficiale.
Questo quadro normativo consente alle farmacie di sviluppare servizi strutturati che migliorano la gestione della terapia e supportano l’aderenza terapeutica.
Per rimanere aggiornato sulle novità in termini di aderenza terapeutica leggi anche “Cosmofarma 2026: l’aderenza terapeutica e il modello SDP accessibile a ogni farmacia italiana”
Conclusioni
L’evoluzione della sanità territoriale richiede modelli organizzativi capaci di garantire sicurezza, tracciabilità e una gestione più efficace delle terapie.
Superare la gestione manuale del portapillole significa adottare un approccio più strutturato alla terapia farmacologica.
Il Sistema di Dosaggio Personalizzato rappresenta oggi una soluzione concreta per migliorare l’aderenza terapeutica e supportare pazienti e caregiver e rafforzare il ruolo della farmacia nella presa in carico del paziente cronico.
Non si tratta solo di un cambiamento operativo, ma di un’evoluzione nel modo di gestire la terapia all’interno della sanità territoriale.
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