L’ascolto attento delle esigenze dei pazienti ha guidato Pierluigi e Laura Bartolomucci, titolari della Farmacia Cancelliera di Albano Laziale (Roma), nell’introduzione del Servizio di Dosaggio Personalizzato delle terapie (SDP). Una scelta orientata alla presa in carico della persona, che supporta l’aderenza terapeutica, l’organizzazione interna della farmacia e la continuità assistenziale sul territorio.

La capacità di leggere i bisogni di salute del territorio può trasformarsi in un’opportunità di evoluzione per la Farmacia dei Servizi. È quanto accaduto alla Farmacia Cancelliera, che ha scelto di attivare il Servizio di Dosaggio Personalizzato integrando nel proprio flusso operativo il deblistering e il riconfezionamento in dosi unitarie personalizzate (DUP).

Il punto di partenza non è stato ampliare l’offerta, ma rispondere alle difficoltà quotidiane di chi segue terapie complesse e articolate. Grazie a un modello organizzativo strutturato, a tecnologie dedicate e a una presa in carico continuativa, il servizio supporta l’aderenza terapeutica, contribuisce a ridurre gli errori di assunzione e rafforza la relazione di fiducia tra farmacista e paziente, consolidando la farmacia come presidio sanitario di prossimità.

Ne abbiamo parlato con i titolari, Pierluigi e Laura Bartolomucci.

Com’è nata l’esperienza con il Servizio di Dosaggio Personalizzato (SDP)?

La nostra esperienza nasce dall’ascolto quotidiano dei pazienti della farmacia e dei loro familiari. Ci veniva richiesto sempre più spesso un affiancamento concreto per gestire e organizzare le terapie in modo sicuro, soprattutto nei contesti di politerapia e nei pazienti cronici. Da questo bisogno reale è maturata la decisione di strutturare un servizio dedicato, capace di accompagnare il paziente giorno per giorno con professionalità.

Qual è stata la motivazione principale per attivare il servizio in farmacia?

La motivazione centrale è stata mettere a disposizione dei pazienti uno strumento per organizzare con precisione le terapie quotidiane, riducendo il rischio di errore nell’assunzione. In questo percorso il Dosaggio Personalizzato si è rivelato una soluzione operativa efficace: rende il piano terapeutico più lineare e più semplice da seguire, anche quando i farmaci sono numerosi.

Come è organizzato il flusso di lavoro dell’SDP in farmacia?

Il servizio si basa su un flusso operativo standardizzato, progettato per garantire accuratezza, tracciabilità e sicurezza della terapia in ogni fase. Il percorso inizia con la presa in carico del paziente e del suo piano terapeutico, prosegue con il deblistering e si conclude con il riconfezionamento in dosi unitarie personalizzate, compresa la corretta conservazione dei farmaci residui.

Nello specifico, la prima fase prevede l’inserimento o l’aggiornamento dei dati del paziente all’interno della piattaforma cloud Savioo: vengono registrate le molecole prescritte e programmati i momenti di assunzione della giornata — mattina, pranzo, pomeriggio e sera.

Un pilastro imprescindibile riguarda poi la tracciabilità del farmaco. Per ogni confezione destinata al riconfezionamento registriamo a sistema il numero di lotto e la data di scadenza, dati indispensabili per il monitoraggio costante e per gestire con tempestività eventuali ritiri. A questo si aggiunge la targatura, che assicura la corretta gestione del magazzino e la tracciabilità farmaceutica lungo tutto il processo.

Quali tecnologie e strumenti supportano il Servizio di Dosaggio Personalizzato?

Per l’architettura gestionale dell’SDP utilizziamo la piattaforma Savioo unita al sistema di confezionamento DualBlist. Il processo operativo prevede il deblistering, ossia lo sconfezionamento dei medicinali dalle confezioni originali, e il successivo riconfezionamento in dosi unitarie personalizzate.

L’intero passaggio è guidato da un software dedicato e dalla tecnologia LED, che assicura precisione e controllo durante ogni fase della preparazione dei blister.

Avete riscontrato criticità operative nella fase di avvio del servizio?

No, non abbiamo riscontrato criticità particolari: l’integrazione nell’organizzazione quotidiana è avvenuta in modo fluido. Definire procedure chiare fin dall’inizio e utilizzare strumenti specifici per la gestione del servizio ci ha permesso di evitarle. È il flusso di lavoro standardizzato a garantire continuità assistenziale, precisione e sicurezza nel tempo.

Quanti farmacisti sono dedicati al servizio e come vi coordinate?

Il servizio è affidato a due dottoresse con responsabilità dedicata alle attività di deblistering e riconfezionamento. Questa scelta organizzativa facilita lo scambio costante di informazioni tra colleghe, garantisce rapidità nel recepire le modifiche al piano terapeutico e permette di rispondere in ogni momento alle esigenze dei pazienti.

Quali benefici porta l’SDP ai pazienti cronici in politerapia e ai caregiver?

Il beneficio principale è il supporto all’aderenza terapeutica. Per chi segue più terapie ogni giorno, ricevere i medicinali già suddivisi per giorno e fascia oraria riduce dubbi, dimenticanze e assunzioni duplicate, e contribuisce a contenere gli errori di dosaggio.

Un supporto di pari valore riguarda i caregiver: per chi assiste un familiare, la gestione quotidiana dei farmaci diventa più semplice e ordinata, e l’assistenza si affronta con maggiore tranquillità. Sul piano della farmacia, infine, il servizio porta una migliore efficienza gestionale, perché ogni passaggio è programmato e documentato.

Che ruolo avrà il Servizio di Dosaggio Personalizzato nel futuro della Farmacia dei Servizi?

Riteniamo che l’SDP si consoliderà sempre più come servizio professionale centrale per la Farmacia dei Servizi. Non si tratta soltanto di un supporto logistico alla terapia, ma di uno strumento che valorizza il ruolo del farmacista nella presa in carico del paziente e nel monitoraggio della salute. L’evoluzione della professione richiede competenze orientate alla continuità assistenziale e alla prevenzione: in questo quadro l’SDP rafforza la farmacia come punto di riferimento sanitario sul territorio.

Quale consiglio dareste ai colleghi che vogliono attivare il servizio?

Il primo consiglio è la tracciabilità rigorosa: documentare con attenzione ogni passaggio operativo e ogni variazione della terapia farmacologica. Il secondo è adottare procedure standardizzate e tecnologie dedicate.

Seguire un modello organizzativo professionale, supportato da software specifici e da sistemi guidati di confezionamento, riduce al minimo il margine di errore e mantiene elevati gli standard di qualità. Attivare il Servizio di Dosaggio Personalizzato significa offrire ai propri pazienti una presa in carico ad alto valore professionale e consolidare il ruolo della farmacia nel percorso di cura della comunità.


Il Servizio di Dosaggio Personalizzato nasce da un modello organizzativo, prima ancora che da una tecnologia. Progetto Aderenza affianca la farmacia nella progettazione del percorso, nella scelta degli strumenti e nella formazione del personale.

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