Il decreto ministeriale firmato l’11 settembre, in attesa di pubblicazione, stabilisce che il servizio di accesso personalizzato ai farmaci non è delegabile a terzi. Per il farmacista il messaggio è chiaro: la gestione del paziente cronico appartiene al presidio di prossimità. Ne parleremo anche a PharmEvolution, sabato 10 ottobre.

La domanda non è più se si possa fare, ma come renderlo sostenibile

Per anni il dibattito sul deblistering in farmacia si è arenato su questioni di pura legittimità formale. Oggi quel capitolo si sta chiudendo.

La domanda che ogni titolare si pone non riguarda più la liceità dell’atto, ma la sua sostenibilità clinica e organizzativa: capire se la propria farmacia — con gli spazi attuali, i carichi di lavoro al banco e le risorse umane a disposizione — sia in grado di presidiare il servizio di accesso personalizzato ai farmaci (già SDP) per i pazienti cronici e politrattati.

È una domanda legittima. E il provvedimento ministeriale recentemente varato le attribuisce un peso strategico decisivo.

Cosa stabiliscono le nuove Linee di indirizzo nazionali

L’11 settembre 2026 il Sottosegretario alla Salute On. Marcello Gemmato ha firmato il decreto che approva le «Linee di indirizzo nazionali per il servizio di accesso personalizzato ai farmaci presso le farmacie aperte al pubblico» (in attuazione dell’art. 1, comma 2, lett. e-bis del D.Lgs. 153/2009). Il provvedimento recepisce il parere favorevole del Consiglio di Stato (n. 992/2025) e disciplina in modo organico l’attività di sconfezionamento e riconfezionamento nel rispetto delle Norme di Buona Preparazione (NBP). Entrerà in vigore il giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, che alla data di questo articolo non risulta ancora avvenuta.

Mentre l’attenzione dei commentatori si è concentrata sugli aspetti tecnici — idoneità dei locali, forme orali solide ammesse, tracciabilità di lotto e scadenza per singola dose e rinvio della remunerazione agli Accordi Integrativi Regionali (AIR) — vi è un punto cardine che ridefinisce le regole: il principio di non delegabilità.

Le Linee di indirizzo stabiliscono che:

«Il servizio non è scindibile in fasi affidate a operatori distinti, né configurabile come attività delegabile o frazionabile tra soggetti diversi.»

Il servizio si colloca integralmente nella presa in carico del paziente da parte della farmacia, nel rapporto diretto tra farmacista, medico prescrittore e paziente. Resta quindi nella farmacia che accoglie l’assistito, e non può essere affidato a un soggetto terzo che allestisca per conto di altre farmacie.

La farmacia che accoglie e prende in carico il paziente è la medesima che ne cura l’allestimento personalizzato delle dosi. Il percorso terapeutico non si interrompe e non può essere ceduto a hub logistici remoti o a piattaforme terze.

È un servizio accessibile per la farmacia indipendente?

In Italia, il vincolo ministeriale della non delegabilità ha sollevato un’obiezione immediata: vietare l’esternalizzazione non rischia di penalizzare le farmacie territoriali e indipendenti, prive di ampi spazi o personale dedicato, favorendo solo le grandi catene?

È un’obiezione comprensibile, ma nasce da un equivoco di fondo: credere che il servizio coincida solo con l’acquisto di macchinari industriali e con investimenti a cinque zeri.

In realtà, la scelta ministeriale rappresenta il più importante atto di tutela per il presidio di prossimità:

  1. Evita la commoditizzazione: impedisce che la gestione del paziente cronico — il patrimonio relazionale più rilevante della farmacia — venga sottratta dai grandi poli della distribuzione all’ingrosso o dalla vendita online e trasformata in una mera fornitura logistica centralizzata.
  2. Valorizza l’atto professionale: riafferma che l’allestimento personalizzato delle dosi è parte integrante della presa in carico terapeutica, condotta in dialogo costante con il medico curante.
  3. Riconosce la proporzionalità: le Linee di indirizzo prevedono che l’attività possa essere svolta sia in modalità manuale sia meccanizzata, all’interno del laboratorio galenico o in un locale idoneo e con spazi adeguati, senza imporre stravolgimenti fin dal primo giorno.

La lezione dei mercati internazionali: cura di prossimità o logistica centralizzata?

Nei Paesi in cui il servizio è attivo da anni, l’esame dei modelli evidenzia un principio chiaro:

  • Nel Regno Unito (NHS): il confezionamento settimanale personalizzato (MDS — Monitored Dosage Systems) è da decenni parte integrante della pratica di comunità. L’esperienza britannica mostra il valore di una preparazione che resta vicina al paziente e integrata con il medico di medicina generale.
  • In Spagna: lo sviluppo dei sistemi personalizzati di dosaggio (SPD) è nato direttamente dall’iniziativa di farmacisti territoriali per difendere il valore dell’atto sanitario rispetto alla pura dispensazione passiva, creando protocolli clinici che oggi affiancano migliaia di famiglie e caregiver.
  • In Svizzera, Germania e Olanda: lo sconfezionamento e la personalizzazione delle posologie sono valorizzati come servizi professionali remunerati, volti a ridurre lo spreco di farmaci e a contrastare la pericolosa pratica del deblistering domestico “fai-da-te”.
  • Negli Stati Uniti e in Australia: i sistemi automatizzati a dose unitaria (UDD/ATDPS) sono nati per governare la complessità sia negli ospedali sia nelle comunità residenziali, evidenziando come la tecnologia sia efficace solo se inserita all’interno di un flusso documentale e di tracciabilità rigoroso.

Il dato trasversale che emerge da ogni esperienza internazionale è chiaro: l’efficacia clinica non risiede nell’atto meccanico di estrarre una compressa dal blister, ma nella relazione fiduciaria e nella continuità assistenziale garantita dal presidio sanitario di prossimità.

Non una macchina, ma un modello scalabile

La vera lezione che arriva dai mercati maturi è che la sostenibilità e il successo del servizio non dipendono dai metri quadri del laboratorio, ma dal modello di lavoro adottato. Non si parte acquistando tecnologie complesse; si parte strutturando un percorso.

Il servizio deve poter crescere per gradi:

  • Fase di ingresso guidata: iniziare a seguire i primi pazienti cronici e i loro caregiver attraverso processi sicuri, validando il protocollo sul territorio.
  • Standardizzazione documentale NBP: addotare software in cloud dedicati alla tracciabilità di lotto, scadenza e scheda di allestimento, per lavorare in piena conformità senza appesantire il banco
  • Evoluzione tecnologica mirata: automatizzare il processo solo quando il volume di assistiti, domiciliari o in strutture residenziali, giustifica il passaggio a sistemi semiautomatici compatti o a sistemi automatici completi, scegliendo con flessibilità il formato più idoneo alle specifiche esigenze cliniche, blister multidose o bustine.

È questa architettura modulare che trasforma l’adempimento normativo in un servizio che la farmacia può sostenere nel tempo.

A PharmEvolution, sabato 10 ottobre

La 14ª edizione di PharmEvolution, dal 9 all’11 ottobre 2026 al Centro SiciliaFiera di Misterbianco, alle porte di Catania, si preannuncia incentrata sull’apertura europea e mediterranea della farmacia italiana.

Proprio per unire i temi normativi e internazionali trattati finora, sabato 10 ottobre alle 13:30, in Sala Camilleri, Progetto Aderenza porta a PharmeEvolution il convegno: Deblistering: perché dovrei attivarlo in farmacia? Vantaggi, limiti e modelli internazionali di un servizio ad alto valore.

Non sarà una presentazione commerciale. Vogliamo rispondere in modo trasparente e concreto alle domande che un titolare si fa davvero prima di implementare il servizio: che vantaggio clinico ne trae concretamente il paziente? Quale valore strategico e di posizionamento acquisisce la farmacia? Quanto è complicato riorganizzare i flussi di lavoro quotidiani per sostenerlo? Quali sono i limiti operativi e, soprattutto, cosa ci insegnano le esperienze di altri Paesi dove da tempo è un servizio strutturato.

Moderatore

Emanuele Mormino — Coach e consulente in farmacia

Intervengono

  • Luca Leban — Amministratore Unico Innova365 / Progetto Aderenza
  • Andrea Calabrese — Responsabile Sviluppo Progetto Aderenza
  • Héctor R. Loscertales — Direttore tecnico Venalink; professore associato di Farmacia clinica e assistenza farmaceutica, Università di Barcellona
  • Andreu Coll — Responsabile commerciale Francia e Italia, Timedi

Per tutti e tre i giorni saremo allo stand B120-C108-C109 insieme al nostro partner Timedi: vieni a trovarci per analizzare i flussi operativi della tua farmacia e individuare i primi passi per partire.

Ti aiutiamo ad aiutare i tuoi pazienti.

Vieni a trovarci a PharmEvolution, stand B120-C108-C109.